domenica 13 maggio 2012

Quattro passi... con Ben - Sessantottesima puntata


Ero di guardia al Taliedo in una notte fredda di autunno.
Il caporale Ernani, come spesso accadeva in questi casi, aveva portato con sé un mangianastri per rendere più piacevole (o meno spiacevole) il turno.
Lui amava particolarmente la musica rock, di quella un po’ pesante, di gruppi che nemmeno conoscevo. Mise una cassetta ed incominciò a canticchiare. Io cominciai a battere le mani sul materasso del letto, come se stessi suonando la batteria, andando a ritmo. Lui continuò, poi ad un tratto spense il mangianastri ed esclamò: “Porco zio, ma sei un batterista?”
Io, sul momento, pensai di avergli dato fastidio.
“Oh, scusa; non pensavo di darti tanta noia.”
“Ma cosa dici! Sei forte! Andavi perfettamente a tempo. Ma tu suoni le percussioni?”
“No, mi è sempre piaciuta la batteria, ma non l’ho mai suonata, e nemmeno vista da vicino.”
“Accidenti! Dai che rimetto la cassetta e la rifacciamo.”
Dopo il piccolo concerto, Ernani mi disse:
“A Natale dobbiamo fare uno spettacolo in caserma. Siamo io, Amadoro, Parisi, Leonetti e il sergente Pucci. Leone suona la testiera e la fisarmonica, Amadoro il basso, Parisi la chitarra ed io la batteria. Però a me piacerebbe suonare la chitarra elettrica; il sergente è il cantante. Se tu provassi a suonare la batteria io suonerei la seconda chitarra. Lo sai che forte che sarebbe?! Che ne pensi?”
Io feci il primo calcolo che mi passò per la testa: “Se suono per Natale, poi vado in licenza per l’ultimo dell’anno!” pensai. E subito dopo dissi:
“Ok, per me va bene, ma tieni conto che non ho mai suonato.”
“Non ti preoccupare, tanto dovremo fare un po’ di prove prima di Natale. Domani andiamo dal sergente e glielo diciamo.”
Così cominciai ad immaginarmi al “comando” di una batteria, e solamente all’idea mi gasavo di brutto, perché questo poteva conciliare due desideri in un colpo solo: farmi suonare uno strumento che avevo sempre amato, ma troppo ingombrante e rumoroso per poterlo mettere in casa ed imparare, e l’altro passare l’ultimo dell’anno, cioè il giorno più atteso di tutti, insieme a Cinzia, magari a qualche festa o in qualche posto particolare.
Il giorno successivo andammo dal sergente Pucci per proporre questa cosa. Ernani gli spiegò la situazione, ma il sergente era un po’ scettico, così volle farmi una specie di colloquio, che più che altro fu un interrogatorio, botta e risposta.
“Così tu vorresti suonare la batteria?” iniziò.
“Sì” risposi.
“Però non l’hai mai suonata fino ad ora.”
“È vero, non l’ho mai suonata.”
“Hai studiato musica?”
“Alle medie.”
“Sai suonare uno strumento?”
“Sì, il flauto.”
“Lo hai suonato in una banda?”
“No, lo suonavo alle medie.”
“Mi prendi per il culo?”
“No, non mi sognerei mai di farlo. Tu mi hai fatto delle domande alle quali io ho risposto, dicendo le cose come stanno. Ti chiedo solo di farmi provare, se poi non va, voi non perdete niente e Ernani suonerà la batteria come avevate deciso di fare in partenza.”
Intervenne quest’ultimo, dicendo: “Dai Angelo, nessuno qui è professore di musica, tutti facciamo del nostro meglio; fallo provare!”
“Mah!” disse il Pucci. “Non sa la musica, non ha mai suonato la batteria, dice che conosce solo il flauto, ma che figura ci faccio io con il comandante?”
“Non gli dici niente. Facciamo due prove, e alla fine lo informi.”
“Ok, facciamo così.”

5 commenti:

  1. Ciao Ben.
    Vedi che già mezzo secolo fa - sic - :-) - eri un musicista in erba?
    La batteria: uno strumento che mi affascina al punto tale che ... ehm ... ho fatto alcuni tentativi per suonarla, prendendo lezioni da Luca (mio figlio), ottimo batterista.
    Poche lezioni. Subito bocciata, ahimé.
    E che modi!
    Ciao

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  2. Ha sempre affascinato anche me. Non ho imparato a suonarla, ma..., beh non voglio anticipare niente, potrebbero esserci delle sorprese nelle prossime puntate.
    Ma di' un po': Luca, ottimo batterista, suona la batteria in casa? Io, come ho detto in passato, mi sono dovuto accontentare di un drum pad, un marchingegno elettronico che sta in una borsa sportiva.
    Suonando sempre a orecchio, la musica mi è quasi sconosciuta.

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  3. Oh no, Ben, Luca non suona la batteria in casa!
    Ora capisco: pensavi di poter attribuire a questo il mio "sciroccamento" mentale?
    Noooo, le cause sono altre. :-)
    La suona nel garage, appositamente adeguato per fungere da sala-prove (insonorizzata, dunque), dove si può trovare tutto il necessario per una band musicale.
    Il drum pad di cui parli - se non erro - oggi è un "cappellone" di gomma con cui ci si esercita in casa.
    Ciao

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  4. Beh, il mistero rimane! :-)

    Il drum pad è uno scatolotto grande quanto un vassoio, con i tom rotondi di materiale plastico/gommoso sui qui quali si battono le bacchette. Io lo uso con le cuffie, così chi è in casa sente solo un ticchettio, mentre io sento il suono che simula una batteria vera.

    Mi diverto un sacco!

    Ah, a proposito: adesso so dove andare a registrare le mie canzoni: nel tuo garage! :-)
    Ciao Ines, alla prossima.

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  5. Dopo aver consultato l'esperto, caro Ben, rettifico la mia affermazione: il "cappellacio" di cui ho parlato non è il drum pad, infatti. Viene chiamato "cappello di prete" e si utilizza per esercitarsi senza fare rumore.

    La nostra sala-prove è a tua disposizione, naturalmente. :-)
    Buona giornata

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